Via Crucis cittadina – 3 aprile 2026

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Preghiera di inizio

 

Canto

Ti saluto o Croce santa
Che portasti il Redentor
Gloria lode onor ti canta
Ogni lingua ed ogni cuor

 

Sei vessillo glorioso di Cristo
Sei salvezza del popol fedel
Grondi sangue innocente sul tristo
Che ti volle martirio crudel

 

 

L’Arcivescovo:
Iniziamo la celebrazione della Passione del Signore con il segno della croce.

 

Tutti:
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

L’Arcivescovo:

Preghiamo.
Assistici, o Dio nostro Padre, mentre ci doni la gioia di onorare la Santa Croce. Nell’albero della Croce tu hai stabilito la salvezza dell’uomo, perché donde sorgeva la morte di là risorgesse la vita, e chi dall’albero traeva vittoria, dall’albero venisse sconfitto. Tu che hai voluto salvare gli uomini con la morte in croce del Cristo tuo Figlio, concedi a noi che abbiamo conosciuto in terra il suo mistero di amore, di godere i frutti della redenzione mediante il ministero di numerosi e santi ministri ordinati.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.

 

PRIMA STAZIONE

Gesù è condannato a morte

 

G Noi ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

 

Lettura Biblica

Primo Lettore:

Dai Vangeli

Il governatore domandò: «Chi dei due volete che vi rilasci?». Quelli risposero: «Barabba!». Disse loro Pilato: «Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo?». Tutti risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli aggiunse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora urlarono: «Sia crocifisso!». Allora rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso.

 

Meditazione (UP Borgovado)

Secondo Lettore:

La folla grida: “Crocifiggilo!”. La stessa folla che grida “Osanna” all’ingresso a Gerusalemme. Non ci sono due folle, una che lo acclama e l’altra che lo condanna.

Siamo tutti un po’ questa folla. Quello fra le palme e la croce è un conflitto che riguarda tutti, un fronte che passa all’interno di ogni cuore: a volte Cristo ci entusiasma, a volte ci delude, in ragione delle attese che riponiamo su di Lui.

Invece ci è chiesto di comprendere che saremo davvero Cristiani se seguiremo Gesù sulla strada della fedeltà al Padre “fino alla fine”, anche nei momenti più difficili. (Don Francesco Forini)

 E ci è chiesto inoltre di stare accanto ai tanti fratelli “crocifissi”. (Dalla Dilexi te di Papa Leone)

La condizione dei poveri rappresenta un grido che, nella storia dell’umanità,

interpella costantemente la nostra vita, le nostre società, i sistemi politici ed economici e, non da ultimo, anche la Chiesa. Sul volto ferito dei poveri e di tutti i nostri fratelli e sorelle condannati a morte da leggi ingiuste troviamo impressa la sofferenza degli innocenti e, perciò, la stessa sofferenza del Cristo.

 

Preghiera di intercessione

Terzo Lettore:

Signore Gesù, in questo difficile momento storico, in mezzo a tante opinioni contraddittorie, aiutaci a tenere fermo lo sguardo su di te che sei la sola verità, Kyrie Eleison.

Kyrie Eleison

 

Signore Gesù’, aiutaci a non lavarci le mani dell’ingiustizia per non diventare anche noi complici dell’ingiustizia e del male, Kyrie eleison.

Kyrie Eleison.

 

Signore Gesù’, aiutaci a perseverare nella certa Speranza che chi fa la Volontà di Dio resiste al male e rimane in eterno, Kyrie Eleison.

Kyrie Eleison

 

Canto

Chiusa in un dolore atroce,

eri là sotto la croce, dolce Madre di Gesù.

Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

Ubi caritas et amor

Ubi caritas Deus ibi est (3 volte)

 

(In silenzio si raggiunge la prossima stazione)

 

 

 

SECONDA STAZIONE
Gesù è caricato della croce

 

G Noi ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

 

Lettura Biblica

Primo Lettore:

Dal Vangelo secondo Matteo

I soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e, spogliatolo, gli misero addosso un manto: intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo con una canna nella mano destra; poi, sputandogli addosso, gli toglievano di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo così schernito, lo spogliarono del mantello, gli fecero indossare i suoi vestiti e lo portarono via per crocifiggerlo.

 

Meditazione (Parrocchia San Benedetto)

Secondo Lettore:

Spesso le nostre croci quotidiane — malattie, delusioni, fatiche — ci sembrano ostacoli che interrompono il cammino. Accettare la propria croce significa fidarsi del fatto che quel peso è già stato condiviso e redento da “Colui che ha tanto amato gli uomini”.

Ricevere la Croce non è atto di rassegnazione, ma un movimento di accoglienza radicale. In quel legno sono incastrate le nostre resistenze, i rifiuti, le ingiustizie che subiamo e quelle che provochiamo. Leone XIV ci invita a guardare all’atteggiamento del Cuore di Cristo: “Gesù non guarda alla Croce come a un oggetto di tortura, ma come all’altare su cui deporre l’offerta totale di sé. Il Suo Cuore non si stringe per il timore, ma si dilata per accogliere l’umanità intera. In quel contatto tra la spalla ferita e il legno rugoso, Dio sposa la nostra fatica.” (DT, 15) Spesso sentiamo la croce come un’estranea che invade la nostra esistenza. Eppure, il papa ci sfida a cambiare prospettiva: “Non abbiate paura dei vostri pesi. Ricordate che il Cuore di Cristo ha trasformato lo strumento della morte in un grembo di vita. Ogni volta che caricate la vostra croce con amore, non state camminando verso il baratro, ma state ripercorrendo le orme di Colui che ha già reso il suolo del dolore un terreno sacro.” (DT, 32) Portare la croce significa camminare dentro la nostra realtà, sostenuti dalla certezza che “Egli ti ha amato” fino a farsi carico del tuo stesso peccato.

 

Preghiera di intercessione

Terzo Lettore:

Gesù che porti la croce, insegnaci a non svuotarla con la nostra indifferenza, Kyrie Eleison.

Kyrie eleison.

 

Signore della fatica, resta con noi dentro il dolore, non fuori da esso, Kyrie eleison.

Kyrie Eleison.

 

Dio di misericordia, apri il nostro cuore a riconoscere e donare perdono, Kyrie eleison.

Kyrie Eleison.

Canto

Il tuo cuore desolato

fu in quell’ora trapassato dallo strazio più crudel.

Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

Misericordias Domini in aeternum cantabo (3 volte)

 

(In silenzio si raggiunge la prossima stazione)

 

 

TERZA STAZIONE
Gesù cade la prima volta

 

G Noi ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

 

 

Lettura Biblica

Primo Lettore:

Dal profeta Isaia

È cresciuto come un virgulto davanti a lui e come una radice in terra arida. Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca.

 

Meditazione (Parrocchia Santo Spirito)

Secondo Lettore:

Gesù è disprezzato così tanto da essere ignorato o rifiutato. Si fa carico del dolore, del peso della croce, della fatica, ma non è forte né invincibile.  L’immagine che però colpisce di più è quella del silenzio: sceglie di non aprire la bocca, si lascia umiliare. Non è il silenzio di chi si sente sottomesso, ma di Chi sta offrendo tutto per noi.

Oggi siamo abituati a urlare per farci ascoltare, per far valere le nostre idee e sentirci valorizzati, fuggendo invece da ciò che ci dà timore. Eppure, nel volto di Gesù, ormai sfigurato dai colpi, non c’è ferita, solitudine o umiliazione. Lui continua a camminare portando la Sua croce, cadendo ma rialzandosi sempre.

Gesù non è solo un uomo che soffre, ma un uomo che sceglie di prendersi il nostro dolore: entra dentro le nostre ferite. Per noi è difficilissimo. Davanti al dolore scappiamo, minimizziamo, giudichiamo. Gesù non giudica, ma si carica. Non si difende, ma perdona. Non reagisce con forza, ma resta fedele anche nel dolore.

Per noi giovani questo è un messaggio forte, perché viviamo continuamente sotto pressione, dobbiamo essere all’altezza, piacere, non sbagliare. Gesù invece ci dice che il valore non sta nell’apparire perfetti, ma nella capacità di amare davvero anche quando siamo fragili, anche quando cadiamo.  Ci chiama a scegliere di non fuggire davanti al dolore, di non giudicare subito, di avere il coraggio di amare anche quando è difficile. Perché è proprio lì che qualcosa cambia davvero.

 

Preghiera di intercessione

Terzo Lettore:

Gesù, insegnaci a riconoscere il Tuo volto in chi è disprezzato e reietto, in chi porta i segni del patire e non trova stima agli occhi del mondo.

Kyrie Eleison.  Kyrie eleison.

 

Gesù, Uomo dei dolori, che hai scelto di crescere come un fragile virgulto in una terra arida, volgi il tuo sguardo su di noi quando ci sentiamo soli e senza bellezza.

Kyrie Eleison.  Kyrie eleison.

 

Gesù, fonte di misericordia infinita, aiutaci a donarci al prossimo, come Tu hai fatto per noi fino al sacrificio della Croce.

Kyrie eleison.  Kyrie Eleison.

 

Canto

Quanto triste, quanto affranta

ti sentivi, o Madre santa del divino Salvator.

Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

Nada te turbe, nada te espante; quien a Dios tiene, nada le falta.

Nada te turbe, nada te espante: solo Dios basta.

 

 

QUARTA STAZIONE
Gesù incontra Maria, sua Madre

 

G Noi ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

 

Lettura Biblica

Primo Lettore:

Dal Vangelo secondo Giovanni

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

 

Meditazione (Parrocchia Sacra Famiglia)

Secondo Lettore:

In questo incontro sulla via del Calvario, non ci sono lezioni di morale, ma l’urto di due solitudini che si riconoscono. Papa Leone XIV, nella “Dilexi

te”, ci invita a contemplare non il dolore come fine a se stesso, ma la profondità del legame che unisce il Figlio alla Madre: un amore che “ti ha amato” prima ancora che tu potessi rispondere.

Gesù e Maria non si scambiano istruzioni, ma sguardi. È lo sguardo di chi accetta la fragilità dell’altro senza pretese di perfezione. Spesso pensiamo che per stare davanti a Dio serva una corazza di virtù; qui, invece, vediamo la nuda umanità di un figlio che incrocia gli occhi di sua madre. Leone XIV ci ricorda che il cristianesimo non è uno sforzo della volontà, ma una reazione del cuore a una presenza che non ci abbandona.

In questo istante, Maria non giudica il fallimento apparente di Gesù, né Gesù cerca di nascondere il suo strazio. È la mistica della vicinanza: stare dove c’è la ferita, senza la pretesa di guarirla subito, ma abitandola con la tenerezza. In questo incrocio di respiri, riscopriamo che siamo amati nelle nostre cadute, proprio lì dove il mondo ci vorrebbe invisibili.

 

Preghiera di intercessione

Terzo Lettore:

Gesù che incroci lo sguardo della Madre, insegnaci la forza della tenerezza, Kyrie Eleison.

Kyrie eleison.

 

Maria che non fuggi dal dolore, donaci il coraggio di restare accanto a chi soffre, Kyrie eleison.

Kyrie Eleison.

 

Luce del volto di Cristo, rischiara le nostre notti con la speranza della tua promessa, Kyrie eleison.

Kyrie Eleison.

 

Canto

Con che spasimo piangevi,

mentre trepida vedevi il tuo Figlio nel dolor.

Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio Cuor.

 

Ti saluto o Croce santa
Che portasti il Redentor
Gloria lode onor ti canta
Ogni lingua ed ogni cuor

 

 

QUINTA STAZIONE
Gesù è aiutato dal Cireneo

 

G Noi ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

 

Lettura Biblica

Primo Lettore:

Dal Vangelo secondo Matteo

Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a prender su la croce di Gesù. (27,32)

Gesù disse ai suoi discepoli: “Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”. (16,24)

 

Meditazione (Parrocchia Sant’Agostino)

Secondo Lettore:

Il vangelo secondo Marco e gli altri vangeli sinottici parlano di un uomo di ritorno dal suo quotidiano lavoro dalla campagna di nome Simone e di un luogo di origine da cui egli proviene: Cirene; lui fu costretto o forzato ad aiutare Gesù a portare la croce!

Primo di una moltitudine di futuri discepoli, il Cireneo, uno straniero libico, è costretto a portare la croce di Gesù fino al Golgota.
Silenziosamente entra nel dramma della passione e diventano vere per lui le parole un giorno pronunciate rivolgendosi ad altri proprio dal Maestro: “Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua» (Mc 8,34); Simone mai udì quella frase né la voce che la pronunciò, ma ora coglie la gravità e la consistenza di quella profezia, di cui ancora è ignaro.
Attribuendo alla Croce la condizione imprescindibile per seguirlo, Gesù ora si ritrova solo e schiacciato; Simone, involontario consolatore diventa suo malgrado il sollievo del Padre che, anch’Egli, altro non può che guardare la sofferenza del Figlio.

 

Preghiera di intercessione

Terzo Lettore:

Signore Gesù, che spargi sul nostro cammino, semi di condivisione, Kyrie Eleison.

Kyrie eleison.

 

Signore Gesù, apri i nostri occhi e rendici attenti ai bisogni dei nostri fratelli, Kyrie eleison.

Kyrie Eleison.

 

Signore Gesù, che ti doni ancora a noi nell’Eucaristia, rendici capaci di vedere nella Messa il pianto di Dio, Kyrie eleison.

Kyrie Eleison.

 

Canto

Se ti fossi stato accanto

forse che non avrei pianto, o Madonna, anch’io con te?

Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore

 

Ubi caritas et amor

Ubi caritas Deus ibi est (3 volte)

 

 

SESTA STAZIONE
La Veronica asciuga il volto di Gesù

 

G Noi ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

 

Lettura Biblica

Primo Lettore:

Dal Vangelo secondo Luca

Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato. In verità vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio.

 

Meditazione (Santuario dei Santi Giorgio e Maurelio)

Secondo Lettore:

Alla fine, il cuore di una donna, un cuore compassionevole, sensibile alla disgrazia, decide di aiutarti, anche solo astergendo il sangue dal tuo volto. In questa donna c’è qualcosa di nuovo: un grande coraggio, il coraggio di sapere prescindere dalle circostanze. Veronica sembra una discepola che ha capito le tue parole: “chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli”. La donna che ti ha asciugato il volto insanguinato ha ricevuto come risposta la tua immagine impressa sulla tela: il tuo volto santo, immagine del Dio invisibile, di colui per mezzo del quale tutte le cose sono state create, primogenito di tutte le creature e che ora non sembra neppure un uomo. Come Veronica, quante donne della nostra Chiesa locale hanno ricevuto la tua immagine nel battesimo e, prestandoti il loro volto per mezzo delle loro opere, l’hanno fatta brillare in questa nostra piccola porzione di Chiesa! Basti pensare a Beatrice II d’Este, a Caterina Vegri, a Maria Chiara Nanetti, fino ai giorni più vicini a noi con Suor Veronica e Laura Vincenzi. Non è semplice imparare la lezione della Veronica. Ci costa comprometterci in posizioni difficili: è scomodo schierarsi dalla tua parte. E mi dimentico di te che per cambiare il mondo, ti sei giocato la vita in tre anni!

 

Preghiera di intercessione

Terzo Lettore:

Ad ogni intenzione diciamo: Ti ringrazio, Signore.

 

Ti ringrazio, Signore, per la testimonianza silenziosa di tante vergini consacrate al tuo servizio nel mondo intero.

 

Ti ringrazio, Signore, per la testimonianza dei deboli e dei timidi.

 

Ti ringrazio, Signore, per la testimonianza cristiana di quelle mani femminili che nelle cliniche, negli ospedali, sul campo di guerra mettono in pratica il tuo Vangelo.

 

Canto

Dopo averti contemplata

col tuo Figlio addolorata, quanta pena sento in cuor!

Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

Misericordias Domini in aeternum cantabo (3 volte)

 

 

SETTIMA STAZIONE
Gesù cade la seconda volta

 

G Noi ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

 

Lettura Biblica

Primo Lettore:

Dalla prima lettera di San Pietro apostolo (2, 23-24)

Quando lo offendevano, non offendeva; quando lo facevano soffrire, non parlava di vendetta, ma aveva fiducia in Dio che giudica con giustizia. Egli ha preso su di sé i nostri peccati e li ha portati con sé sulla croce per farci morire riguardo al peccato e farci vivere una vita giusta.

 

Meditazione (UP S. Teresa di Gesù)

Secondo Lettore:

La seconda caduta è più dolorosa della prima. La stanchezza si accumula, le ferite si riaprono e la sofferenza sembra prendere il sopravvento.

Cadendo di nuovo, Gesù tocca la polvere della nostra mediocrità. Non cade per sfinimento meccanico, ma per solidarietà. Come scrive il Papa, il Cuore di Gesù è “il centro che unifica tutto”: in quel contatto con la terra, Egli unifica la sua divinità con la nostra miseria più profonda.

Ogni volta che cadiamo nel medesimo peccato o nello sconforto, pensiamo di aver esaurito la pazienza di Dio. Ma la Chiesa ci insegna che “Cristo ci ama con un cuore umano”(GS 22).

Signore Gesù, spesso ci scoraggiamo perché cadiamo sempre negli stessi errori. Ci sentiamo indegni del Tuo sguardo. Insegnaci a guardare al Tuo Cuore per ritrovare in esso la forza di rialzarci. Che la Tua caduta sia per noi non un segno di sconfitta, ma la prova che il Tuo Amore è più tenace della nostra fragilità.

 

Preghiera di intercessione

Terzo Lettore:

Preghiamo dicendo: Aiutaci a rialzarci Signore .

T.: Aiutaci a rialzarci Signore

 

Aiutaci Signore a non sentirci schiacciati dal nostro peccato. Preghiamo

 

Aiutaci Signore a guardare sempre al tuo Cuore misericordioso. Preghiamo

 

Aiutaci Signore ad essere custodi e annunciatori del Vangelo. Preghiamo

 

Canto

Santa Vergine, hai contato

tutti i colpi del peccato nelle piaghe di Gesù.

Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore

 

Nada te turbe, nada te espante;

quien a Dios tiene, nada le falta.

Nada te turbe, nada te espante:

solo Dios basta.

 

 

OTTAVA STAZIONE
Gesù consola le pie donne

 

G Noi ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

 

Lettura Biblica

Primo Lettore:

Dal Vangelo secondo Luca

Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamento su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi e sui vostri figli…».

 

Meditazione (UP S. Maria Chiara Nanetti)

Secondo Lettore:

Lungo la via del Calvario, un gruppo di donne piange e si batte il petto per Gesù. In questo gesto leggiamo il cuore pulsante del Cuore di Cristo che non è un simbolo astratto, ma un “centro unificatore” che, anche nel colmo del dolore, non si chiude in se stesso.

Come sottolinea l’enciclica Dilexi te, l’amore di Cristo non è un sentimento passeggero, ma una scelta radicale di “uscire” verso l’altro. Gesù consola le donne perché il Suo Cuore è l’unica dimora dove ogni lacrima trova significato.

Gesù invita le donne a un pianto che non sia solo commozione esteriore, ma conversione. Nella Dilexi te, il Papa ci ricorda che amare significa “dare carne” ai sentimenti. Piangere sui propri figli e sulla propria città significa assumersi la responsabilità del bene comune e della giustizia.

Spesso, quando siamo sopraffatti dalle nostre croci, diventiamo ciechi davanti alla sofferenza altrui. Gesù, invece, ci insegna la “logica del Cuore”:

Signore Gesù che hai consolato le donne di Gerusalemme, consola le nostre mamme, spose, sorelle e figlie perché fedeli alla loro vocazione, siano nella famiglia sale e luce e conforto nei momenti difficili della vita.

 

Preghiera di intercessione

Terzo Lettore:

Diciamo insieme: Consola il nostro cuore, Signore!

Tutti: Consola il nostro cuore, Signore!

 

Cristo nostro Re e Pastore, raduna il tuo gregge da ogni parte del mondo e guidalo nella verità e nella vita vera. Preghiamo.

 

Cristo nostro Salvatore, rinnova e santifica il tuo popolo, rafforza i deboli e raccoglie dispersi. Preghiamo.

 

Cristo Re di Pace, infrangi gli ordigni e le trame di guerra e fa che tutti gli uomini conoscano un’era di giustizia e di pace. Preghiamo.

 

Canto

E vedesti il tuo Figliuolo

così afflitto, così solo, dare l’ultimo respir.

Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore

 

Ti saluto o Croce santa
Che portasti il Redentor
Gloria lode onor ti canta
Ogni lingua ed ogni cuor

 

 

NONA STAZIONE
Gesù cade la terza volta

 

G Noi ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

 

Lettura Biblica

Primo Lettore:

Dal libro di Giobbe

Fino a quando mi tormenterete e mi opprimerete con le vostre parole? Sappiate che Dio mi ha piegato e mi ha avviluppato nella sua rete. Ecco, grido con violenza, ma non ho risposta, chiedo aiuto, ma non c’è giustizia! Mi ha sbarrato la strada perché non passi e sul mio sentiero ha disteso le tenebre. Mi ha spogliato della mia gloria e mi ha tolto la corona dal capo. Alla pelle si attaccano le mie ossa e non è salva che la pelle dei miei denti. Pietà, pietà di me, almeno voi miei amici, perché la mano di Dio mi ha percosso.

 

Meditazione (UP S. Giovanni Evangelista)

Secondo Lettore:

La vicenda di Giobbe porta in sé molte delle nostre cadute. Il vento può mutare direzione molto in fretta e quello che era vero prima non lo è più ora, quello che si stringeva in mano prima ora non lo si possiede più. Cadere non è sempre una colpa, non è sempre la conseguenza di uno sbaglio; Giobbe protesta la sua innocenza di fronte agli amici che invece di conforto gli portano commiserazione, invece di tendere la mano per sollevare puntano il dito per accusare. Cadere è stare a terra, stare a terra come coloro che sono in povertà oggi: il migrante che preme ai confini, lo straniero che chiede accoglienza, chi siede sulle macerie e i lutti di un paese in guerra, chi ha perso tutto, chi non ha lavoro, il giovane che che non vede futuro. Quante povertà, quante persone giacciono a terra! Gesù cade anche lui sotto il peso della croce per ricordarci che non c’è luogo, non c’è situazione, benché triste, dove lui non sia presente. Non disputa con Dio, non chiede il perchè come Giobbe, ma porta la croce, la nostra croce. Ti chiediamo perdono Signore, tu che sei nel povero e con chi sta a terra, se siamo come gli amici di Giobbe, ricchi di sapienza e di consigli ma poveri di amore. 

 

Preghiera di intercessione

Terzo Lettore:

Signore Gesù, per quanti vivono il dramma della violenza in famiglia, Kyrie eleison.

Kyrie eleison

 

Signore Gesù, per coloro che stanno recuperando la dignità perduta, Christe eleison.

Christe eleison

 

Signore Gesù, perchè le famiglie non diventino mai una ‘scuola di odio’, ma, con il tuo aiuto, si aprano al perdono e all’accoglienza reciproca, Kyrie eleison.

Kyrie eleison

 

Canto

Dolce Madre dell’amore,

fa’ che il grande tuo dolore io lo senta pure in me.

Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore

 

Ubi caritas et amor

Ubi caritas Deus ibi est (3 volte)

 

 

DECIMA STAZIONE
Gesù è spogliato delle sue vesti

 

G Noi ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

 

Lettura Biblica

Primo Lettore:

Dal vangelo secondo Giovanni (19,22-23)

«Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Tu sei lontano dalla mia salvezza» sono le parole del mio lamento. Dio mio, invoco di giorno e non rispondi, grido di notte e non trovo riposo. Un branco di cani mi circonda, mi assedia una banda di malvagi; hanno forato le mie mani e i miei piedi, possono contare tutte le mie ossa. Essi mi guardano, mi osservano: si dividono le mie vesti, sul mio vestito gettano la sorte.

 

Meditazione (Scout zona Ferrara)

Secondo Lettore:

Nel grido di abbandono che attraversa queste parole si riflette il mistero più profondo della fragilità umana: quando il dolore sembra spegnere ogni certezza, la distanza di Dio appare insopportabile. È un grido che non chiede solo spiegazioni, ma cerca una relazione. Le ferite, lo sguardo dei malvagi, la spoliazione totale ricordano che la vulnerabilità può diventare il luogo in cui il cuore si apre alla fiducia più pura. È proprio questo rivolgersi che alimenta un nuovo spiraglio, perché il lamento diventa preghiera e la preghiera diventa attesa. Così, nel buio dell’abbandono, si intravede già la possibilità di una risposta che non cancella la sofferenza, ma la attraversa trasformandola.

 

Preghiera di intercessione

Terzo Lettore/Quarto Lettore:

Ripetiamo insieme: Fa’ che ascoltiamo la tua voce Signore

– Quando ci parli attraverso le Scritture

– Quando i silenzi diventano una tua presenza

– Quando guardiamo la tua croce

– Quando le tentazioni distruggono la serenità

 

Canto

Fa’ che il tuo materno affetto

per il Figlio benedetto mi commuova e infiammi il cuor.

Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore

 

Misericordias Domini in aeternum cantabo (3 volte)

 

 

UNDICESIMA STAZIONE
Gesù è inchiodato sulla croce

 

G Noi ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

 

Lettura Biblica

Primo Lettore:

Dal Vangelo secondo Marco

Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. E l’iscrizione con il motivo della condanna diceva: il re dei Giudei. Con lui crocifissero anche due ladroni, uno alla sua destra e uno alla sua sinistra. I passanti lo insultavano e i sommi sacerdoti e gli scribi, facendosi beffe di lui, dicevano: «Ha salvato altri, non può salvare se stesso! Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo».

 

Meditazione (Fratelli carcerati della Casa Circondariale di Ferrara)

Secondo Lettore:

Signore Gesù, sei stato inchiodato sulla croce. Straziato dal dolore, nulla ha potuto fermare il tuo amore, hai continuato ad attrarre ogni uomo a te. Hai attratto Disma, con te crocefisso, non hai guardato al suo male, ti è bastato quel “ricordati di me quando sarai nel tuo Regno”. Ti sei commosso per quelle semplici parole. Ti sei fatto rubare il paradiso da uno così e lo hai fatto diventare San Disma, patrono di noi carcerati. E ancor più sconvolgente ti sei identificato con noi quando hai detto “ero in carcere e mi avete visitato”. Non ti identifichi solo con chi subisce torti (avevo fame, avevo sete) ma addirittura con chi i torti li compie, chi fa il male. Tu ami tutti allo stesso modo. Buoni e cattivi siamo tutti tuoi figli. Davvero il tuo amore è infinito: “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Inchiodato sulla croce hai perdonato tutti e salvato il mondo. E hai mostrato che anche sulle croci chiunque può essere libero se ama e perdona. Anche noi possiamo sentirci liberi tra le sbarre se fissiamo il nostro sguardo sul tuo amore infinito e tendiamo ad amare come te. Un nostro amico in carcere da 12 anni dice spesso: “Se ami nessun luogo potrà mai imprigionare la tua libertà”. Sei Tu che illumini questa coscienza. Tu non sei venuto a liberarci “dalle” croci ma “nelle” croci della vita ci rendi liberi. Ti preghiamo. Attrai anche noi (come hai fatto con Disma) per darci forza di servirti amando, e “ricordati di noi quando sarai nel tuo Regno”.

 

Preghiera di intercessione

Terzo Lettore:

Signore Gesù, quando la speranza svanisce e regna la disillusione, Kyrie Eleison.

Kyrie Eleison

 

Signore Gesù, quando perdo fiducia in me e negli altri, Christe eleison

Christe Eleison

 

Quando perdo di vista la grandezza del tuo amore, Kyrie eleison

Kyrie Eleison

 

Canto

Le ferite che il peccato

sul suo corpo ha provocato, siano impresse, o Madre, in me.

Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

Nada te turbe, nada te espante;

quien a Dios tiene, nada le falta.

Nada te turbe, nada te espante:

solo Dios basta.

 

 

DODICESIMA STAZIONE
Gesù muore sulla croce

 

G Noi ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

 

Lettura Biblica

Primo Lettore:

Dal Vangelo secondo Luca

Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo spirò.

 

Meditazione (Comunione e liberazione)

Secondo Lettore:

Cristo muore in croce; la Sua Passione giunge al suo culmine, quando il Signore della vita rende lo Spirito al Padre. Non possiamo dimenticare a quale prezzo siamo stati salvati, ogni giorno.

Noi siamo peccatori e la morte di Cristo ci salva. Non si può riconoscere Cristo in croce, sofferente fino alla morte, senza immediatamente capire, senza sentire che questa croce deve toccare noi, che non possiamo fare più obiezione al sacrificio. Il sacrificio non è più un’obiezione da quando il Signore è morto; neanche la sconfitta umana è un’obiezione, ma è la radice della Resurrezione, è la possibilità di una vita vera.

La morte di Cristo salva il mondo non isolata in se stessa, ma lo salva con l’adesione, con la partecipazione di ognuno di noi alla sofferenza – vissuta come offerta a Dio – e alla Croce.

Come dice San Paolo: «Do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne».

 

Preghiera di intercessione

Terzo Lettore:

Signore Gesù, che ci hai salvato attraverso la Tua passione, Kyrie Eleison.

Kyrie eleison.

 

Signore Gesù, che hai promesso il Paradiso al ladrone pentito, Kyrie eleison.

Kyrie Eleison.

 

Signore Gesù, che dalla croce ci hai donato Tua Madre, Kyrie eleison.

Kyrie Eleison.

 

Canto

Del Figliuolo tuo trafitto

per scontare ogni delitto, condivido ogni dolor.

Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore

 

Ti saluto o Croce santa
Che portasti il Redentor
Gloria lode onor ti canta
Ogni lingua ed ogni cuor

 

 

TREDICESIMA STAZIONE
Gesù è deposto dalla croce

 

G Noi ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

 

Lettura Biblica

Primo Lettore:

Dal Vangelo secondo Matteo

Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, sentito il terremoto e visto quel che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!». C’erano anche là molte donne che stavano ad osservare da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo.

 

Meditazione (Famiglia francescana)

Secondo Lettore:

Questo corpo deposto dalla croce è ormai consegnato tra le nostre mani come un amore compiuto, definitivo… tutto ci ha lasciato in dono, nulla ha trattenuto per Sé, neppure la sua stessa natura e dignità divina: «pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, umiliò se stesso…».

Ora sono i poveri il suo stesso corpo, quanti sono privati di beni, di dignità, libertà, futuro. Ce l’aveva detto:«i poveri li avrete sempre con voi». Ora il suo Corpo continua a consegnarsi a noi, là dove la vita continua a gemere, insufficiente, ferita, impotente… E questo Suo corpo attende il mio riconoscimento, la mia accoglienza, il mio sguardo di attenzione e di cura. 

Al pari di quanto è detto di Gesù: «Davvero costui era Figlio di Dio.’ così anche a noi, ora, è chiesto lo stesso riconoscimento davanti a ciascuno di loro: «davvero costui è figlio di Dio». Che gli occhi del nostro cuore sappiano scrutare e contemplare questa Sua presenza, questo mistero che abita e rende preziosa l’umanità di ciascuno. E ci sia dato infine di sperimentare ciò che accadde a Francesco per l’incontro col lebbroso: «ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza d’animo e di corpo».

 

Preghiera di intercessione

Terzo Lettore:

Signore Gesù, Figlio del Padre, umiliato fino alla morte di croce, Kyrie Eleison.

Kyrie eleison.

 

Signore Gesù, Figlio del Padre, consegnato alle nostre mani, Kyrie eleison.

Kyrie Eleison.

 

Signore Gesù, presente in ogni fratello povero che attende accoglienza, Kyrie eleison.

Kyrie Eleison.

 

Canto

Di dolori quale abisso! Presso, o Madre, al Crocifisso, voglio piangere con te.

Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore

 

 

QUATTORDICESIMA STAZIONE
Gesù viene posto nel sepolcro

 

G Noi ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

 

Lettura Biblica

Primo Lettore:

Dal Vangelo di Giovanni

Presero allora il corpo di Gesù, e lo avvolsero in bende insieme con olii aromatici, com’è usanza seppellire per i Giudei. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto. Là dunque deposero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino.

 

Meditazione (Caritas e Associazione Viale K)

Secondo Lettore:

Gesù alla nascita è stato deposto in una mangiatoia perché non aveva una culla; nella sua vita pubblica non aveva casa e neppure una pietra sulla quale posare il capo. Ora non ha neppure una tomba e la chiedono in prestito per toglierlo dalla croce per la festa imminente…

Gesù prevedeva che uomini, donne e bambini sarebbero stati senza un tetto perché distrutto, inagibile, terremotato, e ha voluto condividere la stessa precarietà dei più poveri.

Gesù ha goduto tante volte dell’ospitalità di amici che, accogliendolo nella loro casa, hanno accolto il Signore nel loro tempio.

E Gesù ha insegnato ai discepoli: “Chi accoglie voi accoglie me”. L’ospitalità, che ha radici ancestrali ed universale, per noi è un dono straordinario che dobbiamo testimoniare. A Ferrara, per gli sfollati del Grattacielo, questo dono è stato negato da chi aveva possibilità e responsabilità. Ma la città ha anche mostrato di essere capace di solidarietà e ancora cerca di sostenere questi fratelli. Costruiamo case e legami di fraternità con ogni famiglia, perché nessuno, alla sera, resti sotto le stelle.

 

Preghiera di intercessione

Terzo Lettore:

Signore Gesù, chicco di grano caduto in terra e morto per noi, per dare frutto, Kyrie Eleison.

Kyrie eleison.

 

Signore Gesù, per quanti muoiono soli, senza nessuno che si prenda cura del loro corpo con tenerezza e amore, Kyrie eleison.

Kyrie eleison.

 

Signore Gesù, per chi vive e per chi muore nel dolore, nell’ingiustizia, nella guerra e nella violenza, Kyrie eleison.

Kyrie Eleison.

 

Canto

Con amor filiale, voglio

fare mio il tuo cordoglio: rimanere accanto a te.

Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

Ubi caritas et amor

Ubi caritas Deus ibi est (3 volte)

 

 

Entrando in chiesa: Eccomi

ECCOMI, ECCOMI!
SIGNORE IO VENGO.
ECCOMI, ECCOMI!
SI COMPIA IN ME LA TUA VOLONTÀ.

 

Nel mio Signore ho sperato
e su di me s’è chinato,
ha dato ascolto al mio grido,
m’ha liberato dalla morte.
RIT.

I miei piedi ha reso saldi,
sicuri ha reso i miei passi.
Ha messo sulla mia bocca
un nuovo canto di lode.
RIT.

Il sacrificio non gradisci,
ma m’hai aperto l’orecchio,
non hai voluto olocausti,
allora ho detto: Io vengo!
RIT.

Sul tuo libro di me è scritto:
Si compia il tuo volere.
Questo, mio Dio, desidero,
la tua legge è nel mio cuore.
RIT.

La tua giustizia ho proclamato,
non tengo chiuse le labbra.
Non rifiutarmi Signore,
la tua misericordia.
RIT.

 

Meditazione dell’arcivescovo Gian Carlo

 

Orazione

Dio onnipotente ed eterno,
che hai dato come modello agli uomini
il Cristo tuo Figlio, nostro Salvatore,
fatto uomo e umiliato fino alla morte di croce,
fa’ che abbiamo sempre presente
il grande insegnamento della sua passione,
per partecipare alla gloria della risurrezione.
Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli.

Amen.

 

Benedizione

 

Canto finale

Ho incontrato te, Gesù,
e ogni cosa in me è cambiata,
tutta la mia vita ora ti appartiene
tutto il mio passato io lo affido a te,
Gesù, Re di gloria, mio Signor.

 

Tutto in te riposa,
la mia mente, il mio cuore,
trovo pace in te Signor

tu mi dai la gioia.
Voglio stare insieme a te,

non lasciarti mai,
Gesù, Re di gloria, mio Signor.

 

Dal tuo amore chi mi separerà,
sulla croce hai dato la vita per me.
Una corona di gloria mi darai
quando un giorno ti vedrò.

 

Tutto in te riposa,
la mia mente, il mio cuore,
trovo pace in te, Signor,
tu mi dai la gioia vera.
Voglio stare insieme a te,
non lasciarti mai Gesù,
Re di gloria, mio Signor.

 

Dal tuo amore chi mi separerà…

Dal tuo amore chi mi separerà.
Io ti aspetto, mio Signor,
Io ti aspetto, mio Signor,
io ti aspetto, mio Re!

 



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