Si è tenuta in Seminario dal 12 al 14 gennaio la consueta tre-giorni dei presbiteri e dei diaconi, occasione annuale di approfondimento e di discernimento comune, preparata dal Consiglio presbiterale. Lo sfondo è la Lettera pastorale ‘Che tutti siano uno’ per il triennio 2025-2028, sulla Chiesa, il sinodo e la visita pastorale. La scelta di approfondimento ha riguardato due punti del capitolo sulla ricezione del sinodo.
- Ascolta l’audio della condivisione dei gruppi e delle comunicazioni del 14 gennaio
- Scarica il pdf con la sintesi dei gruppi su Consigli e Carità, e delle conclusioni del vescovo Gian Carlo
Corresponsabilità e consigli. I preti e i diaconi presenti, riuniti in piccoli gruppi e con il metodo della conversazione nello Spirito, si sono messi in ascolto reciproco per leggere insieme la situazione dei consigli pastorali ed amministrativi nelle parrocchie e Unità pastorali, e soprattutto per capire insieme quali strumenti di formazione e di accompagnamento devono essere condivisi a livello diocesano. Ne è uscita anzitutto la necessità di una rinnovata formazione, sia per i preti che per i laici, a riguardo del senso dei consigli. Si è condivisa una serie di difficoltà e resistenze che vanno affrontate da tutti nella prospettiva di una chiarezza da condividere più in profondità sul piano della considerazione sinodale e missionaria delle comunità cristiane. La formazione deve riguardare anche la metodologia di funzionamento concreto dei consigli, dal modo di stendere l’odg, alla impostazione delle riunioni, alla stesura dei verbali. L’aiuto degli Uffici pastorali diocesani e di una apposita equipe può essere decisiva per l’accompagnamento delle comunità, specie delle più piccole.
Prossimità ai poveri. Nel secondo giorno ci si è confrontati sul tema della prossimità ai poveri, interrogandosi sulle forme personali di condivisione e sulla situazione delle comunità quanto alla lettura dei bisogni sul territorio e alle modalità di formazione ed espressione concreta della solidarietà. Un tema delicato, che è stato affrontato attenzione, riconoscendo che la prossimità ai poveri è una dimensione molto condivisa anzitutto con passione personale, nonostante la limitatezza delle risorse. È riconosciuto come fondamentale il ruolo delle Caritas parrocchiali ed è espresso il desiderio di strutturarle meglio e di vivere un maggiore collegamento intra diocesano ed anche con gli altri soggetti, del volontariato o delle istituzioni. Torna evidente il bisogno di porre attenzione a tutte le forme di povertà, non solo quelle materiali.
Le riflessioni del vescovo Gian Carlo. Nell’ultima mattina di incontro, i coordinatori dei gruppi hanno condiviso le sintesi delle conversazioni e il vescovo ha concluso con una serie di riflessioni sul cammino ecclesiale da condividere nella corresponsabilità e nella cura e formazione degli organismi di corresponsabilità, in una linea di impegno che da molti anni la Chiesa di Ferrara-Comacchio sta vivendo. Anche sulla carità il vescovo ha precisato alcune cose importanti: dal rapporto tra giustizia e carità alla necessità di strutturare concretamente le Caritas parrocchiali non solo come realtà operative, ma anzitutto come luoghi per ascoltare e approfondire, prima di scegliere.
Seminario. In conclusione, il rettore don Giampiero Mazzucchelli ha aggiornato sulla situazione economica difficile del Seminario e sulla prospettiva di alienazione o di affitto delle grandi strutture di via Fabbri a Ferrara e della villa Pio XII al Passo della Mendola.


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