Cattedrale di Ferrara, 23 maggio 2026
Presiede il Vescovo Gian Carlo

Canto: Discendi Santo, Spirito
Discendi, Santo Spirito,
le nostre menti illumina;
del ciel la grazia accordaci
Tu, Creator degli uomini.
Chiamato sei Paraclito,
e dono dell’Altissimo,
sorgente limpidissima,
d’amore fiamma vivida.
I sette doni mandaci,
onnipotente Spirito;
le nostre labbra trepide
in Te sapienza attingano.
I nostri sensi illumina,
fervor nei cuori infondici;
rinvigorisci l’anima
nei nostri corpi deboli.
Dal male tu ci libera,
serena pace affrettaci;
con te vogliamo vincere
ogni mortal pericolo.
Il Padre tu rivelaci
e il Figlio Unigenito;
per sempre tutti credano
in te, divino Spirito. Amen.
Segno della croce e introduzione del vescovo
Salmo 103 a cori alterni: per dare voce alla creazione che riceve vita dallo Spirito
Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Sei rivestito di maestà e di splendore,
avvolto di luce come di un manto,
tu che distendi i cieli come una tenda,
costruisci sulle acque le tue alte dimore,
fai delle nubi il tuo carro,
cammini sulle ali del vento,
fai dei venti i tuoi messaggeri
e dei fulmini i tuoi ministri.
Egli fondò la terra sulle sue basi:
non potrà mai vacillare.
Tu l’hai coperta con l’oceano come una veste;
al di sopra dei monti stavano le acque.
Al tuo rimprovero esse fuggirono,
al fragore del tuo tuono si ritrassero atterrite.
Salirono sui monti, discesero nelle valli,
verso il luogo che avevi loro assegnato;
hai fissato loro un confine da non oltrepassare,
perché non tornino a coprire la terra.
Tu mandi nelle valli acque sorgive
perché scorrano tra i monti,
dissetino tutte le bestie dei campi
e gli asini selvatici estinguano la loro sete.
In alto abitano gli uccelli del cielo
e cantano tra le fronde.
Dalle tue dimore tu irrighi i monti,
e con il frutto delle tue opere si sazia la terra.
Tu fai crescere l’erba per il bestiame
e le piante che l’uomo coltiva
per trarre cibo dalla terra,
vino che allieta il cuore dell’uomo,
olio che fa brillare il suo volto
e pane che sostiene il suo cuore.
Sono sazi gli alberi del Signore,
i cedri del Libano da lui piantati.
Là gli uccelli fanno il loro nido
e sui cipressi la cicogna ha la sua casa;
le alte montagne per le capre selvatiche,
le rocce rifugio per gli iràci.
Hai fatto la luna per segnare i tempi
e il sole che sa l’ora del tramonto.
Stendi le tenebre e viene la notte:
in essa si aggirano tutte le bestie della foresta;
ruggiscono i giovani leoni in cerca di preda
e chiedono a Dio il loro cibo.
Sorge il sole: si ritirano
e si accovacciano nelle loro tane.
Allora l’uomo esce per il suo lavoro,
per la sua fatica fino a sera.
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.
Ecco il mare spazioso e vasto:
là rettili e pesci senza numero,
animali piccoli e grandi;
lo solcano le navi
e il Leviatàn che tu hai plasmato
per giocare con lui.
Tutti da te aspettano
che tu dia loro cibo a tempo opportuno.
Tu lo provvedi, essi lo raccolgono;
apri la tua mano, si saziano di beni.
Nascondi il tuo volto: li assale il terrore;
togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra.
Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.
Egli guarda la terra ed essa trema,
tocca i monti ed essi fumano.
Voglio cantare al Signore finché ho vita,
cantare inni al mio Dio finché esisto.
A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore.
Scompaiano i peccatori dalla terra
e i malvagi non esistano più.
Benedici il Signore, anima mia.
Dal libro della Genesi (Gen 11,1-9)
1Tutta la terra aveva un’unica lingua e uniche parole. 2Emigrando dall’oriente, gli uomini capitarono in una pianura nella regione di Sinar e vi si stabilirono. 3Si dissero l’un l’altro: «Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco». Il mattone servì loro da pietra e il bitume da malta. 4Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo, e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra». 5Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che i figli degli uomini stavano costruendo. 6Il Signore disse: «Ecco, essi sono un unico popolo e hanno tutti un’unica lingua; questo è l’inizio della loro opera, e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. 7Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l’uno la lingua dell’altro». 8Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. 9Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.
Silenzio
Madre Teresa di Calcutta. Che cos’è la santità? (da “La mia regola”)
La gente dice un sacco di cose intelligenti, grandiose, belle, meravigliose, mentre io dico cose appare temente stupide, cose che anche i bambini possono capire, e tuttavia la gente è affamata di queste cose, di cose che può capire e fare proprie, poiché la santità non è un lusso per pochi eletti. La santità è un dovere per tutti, per voi e per me. Ma che cos’è la santità? La santità è accettare la volontà di Dio con un grande sorriso…. E tutto qui. Accettare la volontà di Dio, accettarlo quando viene nella nostra vita, accettare che prenda da noi quello che vuole, accettare che ci usi come vuole… senza consultarci. Purtroppo non amiamo non essere consultati! Santità è lasciare che lui ci usi, ci adoperi, ci faccia a pezzi, ci svuoti completamente di noi stessi. Accettare di essere svuotati, di essere fatti a pezzi, di riuscire e di falli re, di restare sotto gli sguardi di tutti.
(…)
Anche a Calcutta, la gente comincia a essere più caritatevole e solidale. Nel dicembre del 1966, alcuni ragazzi furono sorpresi a rubare. Non li consegnarono alla polizia, ma li portarono da me. Chiesi loro: «Perché fate questo? Perché vi comportate così ma le? Siete ancora tanto giovani!». Mi dissero: «Ogni giorno, fra le 16,30 e le 19, veniamo avvicinati da alcuni adulti, i quali ci insegnano a rubare e a fare il male». Allora pensai che sarebbe stato bello se avessimo potuto fare qualcosa per quei ragazzi e allontanarli da quelle persone. E cosi avviammo una scuola superiore per i ragazzi di strada – maschi e femmine- in modo che non restassero per strada durante quelle ore del pomeriggio. Non disponendo di un nostro proprio edificio, utilizziamo a questo scopo una scuola che termina le lezioni alle 15,30 e che noi occupiamo dalle 16,30 alle 19,30.
Invocazioni (a cori alterni)
Spirito Santo, soffio di pace, sciogli le lingue che dividono i popoli e rendici artigiani di dialogo e riconciliazione.
Spirito Santo, tu che trasformi le Babele della storia, converti i nostri progetti di potere in cammini di unità e di servizio.
Spirito Santo, unisci le nazioni lacerate dall’odio: fa’ che ogni confine diventi luogo di incontro e non di scontro.
Spirito Santo, illumina i governanti della terra, perché cerchino il bene comune e la pace più che il prestigio e l’interesse di parte.
Spirito Santo, dona alla Chiesa di essere segno e sacramento di unità tra i popoli, casa aperta per ogni lingua e cultura.
Spirito Santo, guarisci le memorie ferite tra i popoli, perché il passato non sia motivo di vendetta ma sorgente di perdono.
Santo, educa i nostri cuori alla pazienza del dialogo, perché nessuno rinunci a cercare vie di fraternità universale.
Spirito Santo, rendici custodi della terra che ci è affidata, perché la casa comune sia spazio di giustizia e pace per tutte le genti.
Canto: Verrà su di voi
Acqua pura io
spargerò.
Un cuore nuovo vi donerò.
Vedrete la luce del Padre voi tutti, perché…
Verrà su di voi lo
Spirito mio,
darà un cuore nuovo da figli di Dio.
Andate nel mondo a parlare di me!
Duri di cuore non
siate mai più:
l’amore di Dio è dentro di voi.
Vincete la legge del male voi tutti, perché…
Non temete: non siete
più soli.
Viene dal Padre il Consolatore
che insegna la legge di Dio a voi tutti perché…
Vi porterà ricchezza
di doni
per essere insieme nel mondo il mio Corpo.
Qui nasce il mio popolo nuovo, voi tutti perché…
Dagli Atti degli Apostoli (At 10,34-48)
34Pietro allora prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone, 35ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga. 36Questa è la Parola che egli ha inviato ai figli d’Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti. 37Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; 38cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. 39E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, 40ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, 41non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. 42E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. 43A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome».
44Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo discese sopra tutti coloro che ascoltavano la Parola. 45E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si stupirono che anche sui pagani si fosse effuso il dono dello Spirito Santo; 46li sentivano infatti parlare in altre lingue e glorificare Dio. Allora Pietro disse: 47«Chi può impedire che siano battezzati nell’acqua questi che hanno ricevuto, come noi, lo Spirito Santo?». 48E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Quindi lo pregarono di fermarsi alcuni giorni.
Silenzio
Dal Discorso di san Giovanni Paolo II ai giovani della diocesi di Roma, 24 marzo 1994
Forse si deve
aggiungere ancora una parola su Tommaso. Il Vangelo di Giovanni oggi letto ci
parla di Tommaso, una figura enigmatica perché quando tutti hanno visto Gesù
risorto lui non l’ha visto e dice: io se non vedrò non crederò, se non toccherò
non crederò.
Noi conosciamo molto bene questa categoria, questo tipo di persone, anche di
giovani. Questi empirici, affascinati dalle scienze nel senso stretto della
parola, scienze naturali e sperimentali. Noi li conosciamo, sono tanti, e sono
molto preziosi, perché questo voler toccare, voler vedere, tutto questo dice la
serietà con cui si tratta la realtà, la conoscenza della realtà. E questi sono
pronti, se una volta Gesù viene e si presenta loro, se mostra le sue ferite, le
sue mani, il suo costato, allora sono pronti a dire: «Mio Signore e mio Dio!» (Gv
20, 28).
Penso che sono tanti i vostri amici, vostri coetanei, che hanno questa
mentalità empirica, scientifica; ma se una volta potessero toccare Gesù da
vicino – vedere il volto, toccare il volto di Cristo – se una volta potranno
toccare Gesù, se lo vedranno in voi, diranno: «Mio Signore e mio Dio!» (Gv
20, 28).
Aggiungo un ulteriore elemento, l’ultimo elemento di questa preghiera per
l’Italia, specialmente per la classe intellettuale, perché è molto scettica,
hanno le loro riserve verso la religione, hanno le loro tradizioni illuministe,
allora ci vuole per loro questa esperienza di Tommaso. Preghiamo che diventi
loro esperienza questa esperienza di Tommaso il quale alla fine dice: «Mio
Signore e mio Dio!» (Gv 20, 28). Grazie.
Invocazioni (a cori alterni)
Spirito Santo, tu che hai aperto il cuore di Pietro, libera anche noi da ogni pregiudizio e insegnaci ad accogliere ogni persona senza distinzione.
Spirito Santo, fa’ che la tua Chiesa riconosca in ogni volto un fratello e una sorella, senza barriere di popolo, cultura o condizione sociale.
Spirito Santo, spezza in noi la logica del “noi” e “loro” e radunaci in un’unica famiglia, dove nessuno è straniero.
Spirito Santo, scendi ancora sui “pagani” di oggi, su chi è lontano o escluso, perché possiamo riconoscere che anche su di loro effondi i tuoi doni.
Spirito Santo, educa le comunità cristiane a praticare la giustizia: che nessuno sia discriminato per la sua origine, la sua povertà o la sua fragilità.
Spirito Santo, rinnova il nostro annuncio, perché non sia chiuso in tradizioni di parte, ma aperto alla sorprendente libertà del tuo agire.
Spirito Santo, rendici una Chiesa che non impedisce, ma facilita l’incontro con il Vangelo, togliendo ostacoli e pesi inutili dalle spalle dei piccoli.
Spirito Santo, insegnaci a rallegrarci dei doni che tu fai agli altri, senza invidie, riconoscendo che tu non fai preferenza di persone.
Canto alleluiatico
Alleluia, alleluia. Alleluia, alleluia.
Vieni Spirito Santo, Riempi del tuo amore i cuori dei tuoi fedeli
Cantate al Signore con gioia: grandi prodigi ha compiuto.
Cantatelo in tutta la terra!
Agli occhi di tutte le genti mostra la sua grandezza,
rivela la sua giustizia!
Fedele è il Signore per sempre, buono e misericordioso:
lodate il suo nome in eterno!
Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 20,19-23)
19La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». 20Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». 22Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. 23A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Omelia del vescovo Gian Carlo
Silenzio
Invocazioni (a cori alterni)
Spirito Santo, che hai fatto esultare i discepoli nel cenacolo, rinnova in noi la gioia di credere in Gesù risorto.
Spirito Santo, mentre molte porte restano chiuse per paura, donaci il coraggio di testimoniare apertamente la nostra fede nel Signore della vita.
Spirito Santo, fa’ che la parola di Gesù “Pace a voi” diventi sulle nostre labbra un annuncio credibile, sostenuto dalla coerenza della vita.
Spirito Santo, rafforza la fede di chi è nel dubbio, perché possa “vedere il Signore” nei segni della sua presenza nella Chiesa e nel mondo.
Spirito Santo, manda i cristiani nelle strade degli uomini come testimoni miti e forti, capaci di raccontare con semplicità ciò che hanno “mangiato e bevuto” con il Risorto.
Spirito Santo, rinnova in noi il dono del perdono: che il ministero della riconciliazione sia per tutti segno concreto della vittoria di Cristo sul peccato.
Spirito Santo, trasforma le nostre comunità in cenacoli aperti, dove si respira la pace del Risorto e si impara a vivere come inviati dal Padre.
Spirito Santo, rendi la nostra fede contagiosa: che chi ci incontra possa intuire, dal nostro stile, che Gesù è vivo e cammina con noi.
Invio missionario
(Ispirato al n. 33 dall’enciclica di san Giovanni Paolo II ‘Redemptoris missio’, n. 33)
Fratelli e sorelle,
questa sera, nella luce della Pentecoste, vi affido un mandato che nasce dal cuore del Vangelo e dal magistero della Chiesa. Lo Spirito Santo che abbiamo invocato ci è donato perché la Chiesa tutta sia missionaria, e ciascuno di noi, nel proprio stato di vita, diventi segno vivo del Vangelo nel mondo. Se guardiamo al nostro tempo con gli occhi della fede, vediamo almeno tre grandi campi verso i quali il Signore oggi ci invia.
Anzitutto, ci sono uomini e donne, popoli interi, ambienti di vita e di cultura nei quali Cristo non è conosciuto, o lo è solo in modo superficiale; luoghi in cui non esistono ancora comunità cristiane sufficientemente mature, capaci di far risuonare il Vangelo e di incarnarlo nel proprio contesto. Verso questi orizzonti la Chiesa è mandata in modo speciale: è la missione ad gentes, quella che chiede generosità, disponibilità, coraggio di partire, ma chiede anche a tutti noi di sostenere, con la preghiera e con la carità, chi viene inviato più lontano.
Poi ci sono le nostre comunità cristiane che già vivono una vita di fede concreta: parrocchie, associazioni, gruppi dove la Parola è ascoltata, i sacramenti sono celebrati, la carità è operosa, e la comunione con la Chiesa universale è reale. Qui la missione prende la forma della cura pastorale: mantenere vivo il fuoco, far crescere ciò che è già nato, non abituarsi mai al Vangelo, ma rinnovare ogni giorno la gioia di credervi e di testimoniarlo. Anche questo è campo missionario: l’ordinarietà della vita ecclesiale, vissuta con cuore grande.
Infine, ci sono tanti fratelli e sorelle che hanno ricevuto il Battesimo, ma hanno perso il contatto vivo con la fede: non si riconoscono più come parte della Chiesa, vivono come se Dio non ci fosse, il Vangelo non illumina le loro scelte. Sono spesso i nostri vicini di casa, i colleghi, magari persone della nostra stessa famiglia. Per loro lo Spirito suscita nella Chiesa la chiamata a una “nuova evangelizzazione”: non un nuovo Vangelo, ma un nuovo ardore, nuovi metodi, un nuovo linguaggio, perché la stessa Buona Notizia possa ancora toccare il cuore.
Lo Spirito che è sceso sugli apostoli nel Cenacolo, scenda ancora su di voi e vi renda testimoni coraggiosi: andate, sostenuti dallo Spirito Santo, nella pace di Cristo.
Il Signore apra davanti a voi strade nuove, vi dia parole umili e forti, e renda fecondo ogni vostro gesto di bene.
Tutti i presenti accendono il lumino che hanno ricevuto: la fiamma dal cero pasquale si diffonde tra i presenti. Intanto si canta.
Canto: Come fuoco vivo
Come fuoco vivo
Come fuoco vivo si accende in noi
un’immensa felicità
che mai più nessuno ci toglierà
perché Tu sei ritornato.
Chi potrà tacere, da ora in poi,
che sei Tu in cammino con noi,
che la morte è vinta per sempre,
che ci hai ridonato la vita?
Spezzi il pane davanti a noi
mentre il sole è al tramonto:
ora gli occhi Ti vedono,
sei Tu! Resta con noi.
E per sempre Ti mostrerai
in quel gesto d’amore:
mani che ancora spezzano
pane d’eternità.
Benedizione solenne
Il Signore sia con voi
E con il tuo spirito
Dio, sorgente di ogni luce,
che ha illuminato i discepoli
con l’effusione dello Spirito consolatore,
vi rallegri con la sua benedizione
e vi colmi sempre dei doni del suo Spirito.
Amen.
Il Signore risorto
vi comunichi il fuoco dello Spirito
e vi illumini con la sua sapienza.
Amen.
Lo Spirito Santo,
che ha riunito i popoli diversi nell’unica Chiesa,
vi renda perseveranti nella fede
e gioiosi nella speranza
fino alla visione beata nel cielo.
Amen.
E la benedizione di Dio onnipotente,
Padre e Figlio e Spirito Santo,
discenda su di voi e con voi rimanga sempre.
Amen.
Nel nome del Signore andate in pace
Rendiamo grazie a Dio
Canto: Jesus Christ you are my life
JESUS CHRIST YOU ARE MY LIFE,
ALLELUJA, ALLELUJA.
JESUS CHRIST YOU ARE MY LIFE,
YOU ARE MY LIFE, ALLELUJA.
Tu sei via, sei verità, Tu sei la nostra vita,
camminando insieme a Te vivremo in Te per sempre.
Ci raccogli nell’unità, riuniti nell’amore,
nella gioia dinanzi a Te cantando la Tua gloria.
Nella gioia camminerem, portando il Tuo Vangelo,
testimoni di carità, figli di Dio nel mondo.
Si esce e ci si immette sulla piazza dalla Cattedrale e nelle strade della città tenendo in mano il lumino acceso…
Dalle ‘Lettere di una fidanzata’, della Serva di Dio Laura Vincenzi


